Eticamente lavorando

Benvenuti!
Conduciamo la nostra azienda agricola pienamente convinti che l’unico modo oggi di fare agricoltura è quello nel rispetto di noi stessi, della nostra storia, dell’ambiente e delle sue creature. Abbiamo nelle mani questo piccolo grande pezzetto di terra e sentiamo profondamente la resposabilità di mantenerlo sano e capace di donarci vita per sempre. Essere agricoltori e contadini è un lavoro di grande responsabilità, oggi come ieri.
Mi ritrovo pienamente a mio agio in questa nuova dimensione perché parla dell’uomo e dei suoi valori. Dove si ritrovano vivi colori e forme meravigliose come anche nell’arte, mia passione da sempre.
Non a caso cultura e agricoltura hanno la stessa radice etimologica, di senso, derivano dal verbo latino còlere che significa coltivare, aver cura, trattare con attenzione, con riguardo quindi onorare, nonché abitare; còlere viene dall’ebraico kwel ovvero ruota, girare, camminare in cerchio. La sacralità del rito dell’agricoltura è nella parola stessa che lo rappresenta. E’ il senso del tempo, della circolarità delle stagioni, della vita del seme che ritorna seme grazie alla coltivazione. È la vita che genera vita che porta con sé e tramanda il senso e l’essere. Agricoltura è cura e attenzione. (cit. Massimo Angelini/Participio Futuro ed. Pentagora)
Crediamo nell’importanza di riportare diversità nei campi e nelle aziende agricole, attraverso l’utilizzo di varietà locali, di vecchia costituzione, miscugli o popolazioni, coltivate con tecniche di agricoltura biologica. (rotazioni, sovesci, colture da rinnovo, o intercalari, ecc..). Introduciamo nuove colture, essenze e alberi e arbusti nel tentativo di ricreare quella biodiversità -di piante, animali e insetti -autoctona e naturale che sola riesce con equilibrio a lottare per la sopravvivenza.
L’ambiente, il clima, il suolo non sono fattori secondari plasmabili alle esigenze delle varietà moderne omologate alla produzione di massa, ma di primaria importanza, quindi primi fattori da considerare nella scelta delle pratiche agricole (lavorazione del suolo e colture) in ogni microambiente.
Nei nostri 100 ettari siamo in grado di distinguere microambienti diversi e da qui la scelta per ciascuno di pratiche differenti. Questo ci consente di adeguare, e ridurre le lavorazioni in campo e i trattamenti a vantaggio di colture più forti, sane e ricche e di un suolo più fertile e resistente alla variabilità del clima, una gestione delle acque razionale e la possibilità di ottenere raccolti qualitativamente e quantitativamente migliori anche ad un biologico ”convenzionale”. L’approccio alla diversità è anche rispetto della cultura del territorio, cultura contadina tramandata perché sapiente delle caratteristiche di queste terre.
Costruiamo relazioni di filiera tra agricoltori, trasformatori, fornitori di servizi, eventuali distributori, clienti, relazioni profondamente diverse da quelle dettate dall’agricoltura omologata convenzionale. Crediamo che lavorare su rapporti di condivisione e scambio di saperi, mezzi, strumenti, e obiettivi generi una ricchezza di conoscenza, consapevolezza, rispetto e socialità capace di riportare dignità e valore al lavoro stesso di contadino e ripristinare il valore di ciò che coltiviamo e del cibo.
Per questi motivi scegliamo di lavorare per lo più con il mercato locale, in quanto la sostenibilità economica di questo approccio si fonda sulla condivisione reale delle motivazioni di fondo, dei principi di solidarietà e mutualismo, creando forme di corresponsabilità con tutti gli attori della filiera fino ai consumatori finali.
In ultimo, pratichiamo un prezzo giusto che ripaghi il lavoro, il costo di produzione, non quello imposto da mercati lontani dal nostro campo, e che rivendichi il diritto ad avere un buon prodotto e il diritto di mangiare bene.

Lucia

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